2016

Il nostro programma in sede:

venerdi' 19 febbraio 2016 h. 20:   Una serata con Liliana Bamboschek, cultrice del dialetto triestino, scrittrice, poetessa, e tanto altro, ed il suo ultimo libro di poesie in triestino "EL ZOGATOLO".

Ingresso libero, ma è gradita la prenotazione.

 

 

 ESCAPE='HTML'

2014

PROGETTO 2014: LA LINGUA MATERNA, ALLE RADICI DELL'IDENTITA’

DIALETTO TRIESTINO E                                                                                                           LINGUA INTERNAZIONALE ESPERANTO

È un accostamento un po’ insolito, che vogliamo brevemente spiegare. Dobbiamo partire dal nocciolo della questione: le lingue ed i dialetti.

Il diritto di esprimersi nella propria lingua è fondamentale garanzia di libertà e uguaglianza degli uomini. Promuovere la diversità linguistica e culturale è tra gli obiettivi principali di molte Istituzioni ed in particolare dell'UNESCO. Gli sforzi per promuovere la diffusione delle lingue madri, che costituiscono il più importante strumento per la salvaguardia e lo sviluppo del nostro patrimonio materiale ed immateriale, sono finalizzati non solo ad incoraggiare la diversità linguistica e l’educazione plurilinguistica, ma anche a sviluppare una più profonda consapevolezza delle tradizioni linguistiche e culturali nel mondo e una solidarietà basata sulla comprensione, la tolleranza e il dialogo.

La lingua dei nostri pensieri e delle nostre emozioni è dunque il nostro bene più prezioso. Per la costruzione di un dialogo autentico bisogna rispettare tutte le lingue: le lingue sono ciò che noi siamo, proteggerle significa proteggere noi stessi.

Non lo dice solo l’Unesco, non lo diciamo solo noi. Ad esempio, Nelson Mandela ha detto: “Parlare a qualcuno in una lingua che comprende, consente di raggiungere il suo cervello. Parlargli nella sua lingua madre significa raggiungere il suo cuore”.

Anche il nostro Italo Svevo si è espresso in questo senso. In un famoso libro ha scritto: “con ogni nostra parola toscana noi mentiamo! Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt’altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto”.

La tutela della lingua materna è quindi uno strumento di salvaguardia del Patrimonio linguistico culturale dell’umanità, messo oggi in pericolo dalla globalizzazione e dalle tendenze all’utilizzo di un’unica lingua con i conseguenti rischi di progressiva marginalizzazione e sparizione delle altre. Sono all’incirca più di 3000 le lingue a rischio sul pianeta, un numero che rappresenta circa la metà delle 6000 lingue oggi parlate. La scomparsa di una lingua è una irrimediabile perdita per il patrimonio ereditario dell’umanità. L’Atlante delle Lingue in via di estinzione, pubblicato dall’Unesco per la prima volta nel 1996 e poi con altre edizioni successive, mostra una drammatica lista delle lingue in pericolo e presenta una mappatura delle varie aree geografiche da cui è facile individuare i punti caldi di maggiore rischio per la diversità linguistica.

Le lingue materne si difendono o si possono difendere, con l’adozione di una lingua neutra per la comunicazione internazionale, ad esempio l’esperanto, che è di tutti in generale e di nessuno in particolare. E questo noi, esperantisti lo proponiamo da ben 128 anni. La nostra Associazione, che promuove questa lingua quale mezzo di comunicazione democratico e sovranazionale, ritiene che il suo utilizzo sia un baluardo molto efficace per la salvaguardia delle lingue madri e dei dialetti ancora in uso, non solo in ambito familiare.

Abbiamo pertanto realizzato un progetto che si intitola "LA LINGUA MATERNA, ALLE RADICI DELL'IDENTITA’ ", con il quale si vuole portare all’attenzione del pubblico l’importanza della lingua madre e dell’uso dei dialetti quale espressione della propria identità e la rappresentazione del gruppo di appartenenza, nonché per la salvaguardia di tradizioni, usanze e valori fondamentali del nostro modo di vivere. Per molti di noi, triestini, la lingua madre è il dialetto, quella appresa da prima dell’inizio della vita attraverso meccanismi complicatissimi e talvolta per noi inspiegabili. Esso è espressione viva dell’anima popolare e da corpo all’identità di coloro che lo usano.

Il libro che presentiamo

oggi, 16 gennaio 2016

QUANDO FIORISSI EL MANDORLO

KIAM FLORAS LA MIGDALARBO                                                                                          

è stato realizzato nell'ambito di questo progetto ed ha goduto del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito degli interventi per il 2014 riguardanti la valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella regione Friuli Venezia Giulia, di cui l’articolo 2 della legge regionale n. 5 del 2010.

Questo libro presenta 26 poesie scelte tra  quelle dei poeti Edda Vidiz, Graziella Semacchi Gliubich, Mariagrazia Mora, Boris Pangerc, Ottavio Gruber, Claudio Grisancich, e Laura Borghi Mestroni per un doveroso omaggio a questa grandissima poetessa dell’anima triestina. Come le abbiamo scelte? Semplicissimo! Quelle che più si avvicinavano al nostro territorio, ai nostri sentimenti verso la città, la famiglia, tradizioni ed usi. Abbiamo scelto quelle che abbiamo sentite più “nostre”, che ci hanno emozionato.

Non è stata una facile traduzione, il dialetto triestino ha parole anche molto particolari, che riportarne il significato in altra lingua, qualunque essa sia, è un’impresa di non poco conto. Traduttrici delle poesie sono state Elda Doerfler, Edvige Tantin Ackermann e Anita Peric’ Altherr.

Il libro ha già preso le vie del mondo: per i cultori di questa lingua internazionale di tutti i continenti rappresenta un altro mezzo per conoscere la nostra città ed il suo territorio, opera nella quale gli esperantisti triestini si impegnano da sempre con l’organizzazione di molte iniziative e la pubblicazione di libri anche a indirizzo turistico. Oggi lo presentiamo a voi e siamo sicuri che la lettura di alcune delle poesie vi emozioneranno, come è capitato a noi. Poi lo presenteremo anche a Dolina, posto che il famoso mandorlo del titolo ed anche quello della poesia di Boris Pangerc è di Dolina, e presso alcune altre realtà culturali cittadine.

Ringraziamo gli autori delle poesie per l’autorizzazione a tradurre in esperanto e pubblicare le loro poesie. Ringraziamo pure il sig. Renato Raseni che ci ha fornito la bella foto di copertina.

CHI E' INTERESSATO AD AVERE QUESTO LIBRO CI CONTATTI.

2013

La lingua materna, alle radici dell'identita'

La “lingua” per ciascuno di noi è la propria lingua materna, per mezzo della quale siamo cresciuti, abbiamo studiato, socializzato e formato il nostro proprio modo di vedere e percepire  il mondo.
La lingua madre serve a rispecchiare la realtà, mettendola in comunicazione con noi, e ciò vale sia per il singolo che per l’ambiente sociale che la eredita, usa e sviluppa. Ed è proprio per questo che essa significa anche e soprattutto “identità”.
La lingua, come strumento, e l’uso della lingua, come attività, sono fondamentali e determinanti socialmente, per cui i mezzi e le regole devono essere conosciute  in tal grado ed in tale maniera, da potere nel modo più preciso possibile comprendere ed apprendere le conoscenze esistenti ed arricchirle con le nostre.
Come ben diceva un famoso giornalista italiano “chi perde la propria lingua, perde la propria anima”. La difesa della propria lingua, il suo uso ed il suo continuo sviluppo sono indispensabili per continuare ad esistere con una propria identità.
La promozione della lingua materna deve essere sostenuta non solo per salvaguardare la diversità culturale e l’educazione multilingue, ma anche soprattutto per costruire una cultura solidale che sia sensibile alle tradizioni linguistico-culturali e aperta al dialogo e alla tolleranza.
In questa direzione, noi esperantisti triestini lavoriamo da sempre organizzando anche incontri e convegni dedicati alla lingua materna intesa nel senso più largo del termine, non limitandosi ai dialetti ed alle varie parlate in particolare della regione adriatica, ma anche alla lingua dei segni ed al Braille. Siamo convinti che la tutela e la promozione della parlata di nascita siano doverose, che a questo deve  accompagnarsi un’altrettanta tutela e promozione della lingua nazionale, e che dopo questo abbinamento, è decisamente auspicabile la conoscenza di un’altra lingua per le relazioni e la comunicazione internazionali - necessariamente sovranazionale e neutrale quale la lingua internazionale esperanto.

Il nostro progetto per il 2013 si realizza con i seguenti appuntamenti:

- 20 settembre h. 20 - nostra sede      Edda Vidiz presenta il suo libro: 

TE SE RICORDI, TRIESTE?      Tutto in triestino, vocaboli, poesie, aneddoti, ricette antiche.

- 18 ottobre h. 20 - Sala Beethoven, via del Coroneo 15 - 2°piano - Teatro a leggio

 LA LOCANDA DE L'OMO SELVATICO    -     una commedia in dialetto triestino di Edda Vidiz

22 novembre h. 20  - nostra sede     Edda Vidiz presenta:

ABECE', per resentar el talian int' el Rosandra   -   Sulla storia di Trieste, vocaboli, immagini, ricette..... ed altro ancora.                                                                   

CHI E' INTERESSATO AD AVERE QUESTI LIBRI CI CONTATTI.